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Estetica relazionale

Artisti di carta

One Place after Another



Nuove geografie artistiche
Le mostre al tempo della globalizzazione

Roberto Pinto




postmedia books 2012
288 pp.
-- 62 illustrazioni
isbn 9788874900831

s 24,00

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Nuove geografie artistiche ripercorre alcune delle tappe principali nell'evoluzione dell'arte contemporanea del XX secolo cercando di analizzare come sia cambiato il panorama espositivo internazionale. Fino a pochi anni fa, infatti, per mostra internazionale si intendeva una rassegna di opere provenienti dall'Europa Occidentale e dagli Stati Uniti, mentre ora le grandi esposizioni e i più importanti musei hanno aperto le proprie sale alle produzioni artistiche di culture e ambiti geografici prima ignorati dalla scena ufficiale. Il libro cerca di riflettere su come tale trasformazione si intrecci con gli avvenimenti storici, politici ed economici e sugli elementi che hanno determinato quel cambiamento di prospettiva grazie al quale si produce, si analizza e si commercializza l'arte più recente. Accompagnano il volume una serie di schede di approfondimento dedicate alle mostre che hanno sottolineato come l'incontro tra culture, e il conseguentemente profilarsi di un nuovo concetto di identità, sia alla base di molta della produzione artistica più significativa degli ultimi anni.


Nei circa trent'anni che ho dedicato allo studio dell'arte contemporanea certamente la situazione si è radicalmente trasformata, passando da uno stato di cose in cui nelle mostre internazionale si trovavano rappresentati, studiati ed esposti solo artisti del mondo occidentale (Europa e Stati Uniti) a uno ben più articolato e composito dove quegli automatismi e quelle gerarchie non esistono più: lo stimolo principale alla base del mio libro è stato il desiderio di analizzare questo cambiamento così rilevante e cercare di comprendere le ragioni che lo hanno determinato e le conseguenza che ha prodotto, potendomi giovare di un punto di visto duplice, in qualche modo al contempo esterno e interno. Per realizzare questo obiettivo ho cercato di lavorare su due livelli, quello storico e quello critico, che sovente sul terreno dell'arte contemporanea faticano ad agire di concerto, nel senso che un vizio endemico del modus operandi dei "contemporaneisti" è di leggere i fenomeni quasi esclusivamente sotto il profilo critico, procedura peraltro indispensabile per poter approcciare, discutere e comprendere in tempo reale l'arte contemporanea. D'altro canto, però, mi sembrava non meno indispensabile sottoporre il tema delle mostre anche a un tipo di indagine più propriamente storico, più attento agli aspetti economici, politici, contestuali e in generali ai processi culturali che si agitano dietro all'evento espositivo. Il punto di partenza è che l'arte contemporanea vive soprattutto, attraverso le mostre, e alle grandi mostre (per esempio, la Biennale di Venezia o Documenta) si ritrovano tutte le componenti del mondo dell'arte, a cominciare dagli artisti, per vedere, scoprire, apprezzare o respingere. Sono eventi della massima influenza e dagli effetti incalcolabili, per cui qualsiasi analisi dell'evoluzione dell'arte di oggi ci si deve soffermare con la maggiore attenzione possibile.
[Roberto Pinto _ intervista di Luca Bortolotti su News-Art]


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postmedia books Roberto Pinto (Roma 1963) è teorico dell'arte e curatore, i cui temi di ricerca sono l'arte pubblica, il dialogo interculturale e tra le arti, la storia delle mostre. Dalla fine del 1988 al 1995 lavora presso Flash Art, prima come redattore e in seguito, come caporedattore. Tra le mostre curate ricordiamo: Subway, 1998 Milano; Arte all'arte 2000; Transform (con De Cecco), 2001, Trieste; Short Stories, 2001, Milano; Americas Remixed, 2002 Milano; Dimensione Follia, 2004 Galleria Civica di Trento; Spazi Atti (con Martin), 2004 PAC, Milano; Confini (curata con Cincinelli e Collu) Museo Provinciale Nuoro 2006. Ha curato le otto edizioni del ciclo di incontri sull'arte contemporanea La generazione delle immagini. È stato curatore alla V Biennale di Gwangju, Corea (2004) e alla Terza Biennale di Tirana (2005). È stato curatore presso la Fondazione Ratti di Como. È curatore del progetto di arte pubblica ArtLine per il Comune di Milano. Tra i saggi pubblicati ricordiamo: Lucy Orta, Phaidon, London 2003, Nuove Geografie Artistiche. Le mostre al tempo della globalizzazione, Postmedia Books, Milano 2012, Artisti di carta. Territori di confine tra arte e letteratura, Postmedia Books, Milano 2016. Ha insegnato presso l'Università di Trento e l'Università Bocconi di Milano; dal 2012 è docente di Storia dell'arte contemporanea presso il Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna.

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