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Glenn Gould
Un genio innamorato

Michael Clarckson




postmedia books 2013
288 pp.
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isbn 9788874900909



s 22,50

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Sono passati trent'anni dalla sua scomparsa ma Glenn Gould provoca ancora forti reazioni ogni volta che vengono pubblicate notizie sulla sua vita o le ristampe delle sue registrazioni. Al di là del cliché del genio estroverso questo libro racconta grazie alla memorie e alla disponibilità delle donne che sono state vicine al pianista, come amanti o amiche e confidenti, dettagli intimi, motivazioni e fobie di colui che viene considerato uno dei geni del Novecento. A lungo etichettato come asessuato solitario ed egocentrico, il biografo Michael Clarckson scava a fondo dimostrando inediti legami tra le storie di Glenn Gould e la sua carriera. Scritto con chiarezza e documentato al meglio, questa biografia non cambierà la vostra idea di quello che resta un personaggio enigmatico, ma senz'altro rappresenta uno sguardo fresco, affascinante e a tratti divertente, al lato umano del genio.

Era un solitario, certo, ma Gould è stato anche uno dei musicisti più divertenti e giocosi vi sia mai stato, era un pensatore incontenibile ed essenziale con la propria musica, e le sue registrazioni radiofoniche e documentari sono alimentate da una curiosità incessante sul mondo e sul ruolo della musica stessa. (Tom Service, The Guardian, 2012)

Vedrete un sacco di "ma" e "però" in questo libro, perché Gould era un esempio classico di paradossi e contrasti. "Praticamente qualunque cosa tu dica sul conto di Glenn Gould, potresti dire il contrario e avere sostanzialmente ragione", disse il suo amico giornalista Tim Page. La storia delle varie relazioni sentimentali di Gould non è stata facile da scrivere: sembrerebbe che Gould davvero abbia intrattenuto relazioni con donne che hanno rispettato il suo desiderio di riserbo. A eccezione di Gladys (Shenner) Riskind, nessuna di loro si è prontamente offerta di contribuire a questo mio progetto. Ho contattato tutte le altre e, in certi casi, ci è voluto tanto per convincerle a parlare delle loro relazioni. Prima che io la contattassi a Londra nel 2007, la Batchen non aveva mai rilasciato un'intervista sulla sua storia d'amore con Gould di oltre cinquant'anni prima. Nel suo libro del 1995 sull'ansia da esibizione, "The Confidence Quotient", la Batchen menziona Gould soltanto a proposito di una delle sue tecniche musicali. Non scrisse mai dell'intenso legame personale che aveva avuto con lui. Nei capitoli seguenti, risulterà chiaro che riserbo la pianista Monica Gaylord mantenga tuttora sulla sua "amicizia" con Gould. Ho parecchia gente da ringraziare nella pagina dei ringraziamenti alla fine di questo libro, a partire da Batchen (ora Frances Barrault), Riskind, Post, Foss, Roslak e molte altre che mi hanno parlato con franchezza. Avrei fortemente voluto aver avuto un seguito, interviste dirette con la Foss e la Roslak, ma si sono rifiutate. Oltre a questo libro, ho contribuito alla ricerca e alla consulenza di un documentario sulla vita segreta di Gould per conto della White Pine Pictures, con sede a Toronto, e dei produttori Peter Raymont e Michele Hozer: "Genius Within: The Inner Life of Glenn Gould". Nel 2008, Cornelia Foss ha dipinto diversi ritratti di Glenn Gould, uno dei quali è apparso su un sito internet. Mostra una versione leggermente diversa dell'eccentrico tutto imbacuccato nel suo immancabile completo: coppola, guanti e sciarpa. La sua espressione pare meno carica di presagi, più dolce, più insolente e più umana del pianista che la storia ha finito per conoscere. Questo, credo, è uno degli aspetti che scopriamo di lui in "Un Genio Innamorato" ed è decisamente lontano dal cliché di Gould...
(Michael Clarckson, introduzione)



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Glenn Gould (Toronto 25.09.1932 - Toronto, 4.10.1982) è considerato uno dei più grandi pianisti mai vissuti. Nasce in una famiglia di musicisti: Edvard Grieg era cugino di primo grado del nonno materno, suo padre un violinista dilettante, sua madre suonava il piano e diventa la sua unica insegnante fino all'età di dieci anni. All'età di tre anni stupisce tutti per l'eccezionale attitudine musicale. A sei anni Glenn Gould sale su un palco per la sua prima performance live. Poco più che ventenne la sua attività si intensifica con trasmissioni radiofoniche e televisive, registrazioni, scritti, conferenze e composizioni. Il debutto americano nel 1955 e la registrazione, l'anno seguente, della sua prima registrazione delle Variazioni Goldberg di Bach, segnano l'inizio della sua carriera concertistica internazionale. Nonostante le sue idiosincrasie musicali, alcuni manierismi teatrali, così come l'ipocondria e gli atteggiamenti eccentrici, il consenso sulla sua musica diventa unanime, ma ciò non impedisce al musicista di ridurre le sue apparizioni pubbliche fino al definitivo ritiro nel 1964. Gould sceglie una vita solitaria, mostrandosi in pubblico solo attraverso registrazioni, trasmissioni, scritti e qualche rara intervista ma, come svela questa biografia, centellinando l'interazione con poche persone, soprattutto donne, con le quali condivide inaspettate rivelazioni sulla sua "vita segreta".