Quaderno di Lampedusa

di Marisa Albanese



postmedia books 2018
128 pp. illustrato

testi in italiano e inglese
isbn 9788874901876

 

 

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Questo libro d'artista testimonia le esperienze, gli incontri e le emozioni vissute da Marisa Albanese durante la sua permanenza a Lampedusa dove si era recata per realizzare un workshop con le persone migranti ospitate nell'hotspot dell'isola, luogo simbolico, iperluogo dell'evento migratorio, isola fra isole in un Mediterraneo dilatato. Alla fedele riproduzione dello sketchbook dell'artista sono sovrapposte immagini fotografiche riprese nei medesimi giorni e luoghi del workshop; nasce così un diario di lavoro che è un report in tempo reale dell'esperienza vissuta. Una cronaca degli incontri e dei luoghi che ha attraversato, ma anche una testimonianza in presa diretta di quanto le storie e le vite, a Lampedusa come nel resto del nostro Occidente, possano divenire a un tempo sia esempio di generosità dei singoli cittadini, sia spazio per veri e propri luoghi di "detenzione non dichiarata" per i rifugiati.

 

A Lampedusa vigono le maschere, i ruoli, le categorie, le rappresentazioni di realtà vissute. Troppo spesso si crede di aver compreso. Altrettanto spesso si rischia di averne la presunzione. Ciò che si evince da un lavoro di pochi giorni non può bastare a determinare una realtà dell'esperienza migrante a Lampedusa. L'impatto con l'altro, isolano o migrante che sia, spiazza e confonde. Dalla confusione, e da un apparente comprensione, nasce un primo processo di messa in discussione. Non avere paura di dubitare. Non avere paura di criticare. Non avere paura di rivalutare.
[Alessandro Corso]

La Storia si avvita in una catena di storie ed è nei punti oscuri e ciechi della catena che si svela, il divenire dell'esperienza umana . Marisa Albanese narra come il tragitto, per diventare esperienza deve provare la vertigine o la paralisi di essere anti tragitto L'agir e il sentir «politico» è sempre presente nelle sue opere; la Storia diventa storie e in questo passaggio una diversa genealogia dell'esperienza moltiplica le possibili identità dell'essere umano. Il movimento riconduce al passato che si apre e si sfalda a volte in movimenti stellari, a volte si chiude in cerchi concentrici.
[Mariella Pandolfi]

. . . .

Masks, roles, categories and representations of lived realities reign in Lampedusa. One too easily believes s/he has understood. Equally often it is likely to have the certainty of it. What emerges from the work of several days cannot be enough to determine what 'a migrant experience' is. The impact with the other, local or migrant, astonishes and creates uncertainty. From uncertainty, and a kind of apparent comprehension, an important process of questioning begins. Not to be afraid of doubting. Not to be afraid of critiquing. Not to be afraid of re-considering.
[Alessandro Corso]

History goes into a spin of histories whose hidden ends and blind alleys the becoming of human experience is revealed. Marisa Albanese narrates how the route, in order to become experience, needs the vertigo or sense the paralysis of being an anti-route. Agency and the sense of "politics" is always present in her works; History becomes a series of histories and this passage defines a different genealogy of experience, which multiplies the possible identities of being human. This movement takes us back to a past that, according to circumstances, opens itself towards stellar movements or closes itself down in concentric circles.
[Mariella Pandolfi]





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Marisa Albanese, nata a Napoli, laureata in Lettere Moderne a Indirizzo Artistico e diplomata all'Accademia di Belle Arti, ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero; nella sua ricerca che "si svolge principalmente all'interno delle strutture stesse dell'opera d'arte. I suoi lavori tendono essenzialmente a chiarire i meccanismi mentali e concreti che permettono la "creazione", il funzionamento e la fruizione dell'opera" (C. Casorati), Albanese utilizza medium come scultura, disegno, linguaggio audiovisivo e fotografico al fine di "partecipare all'energia che ci circonda e rappresentarla nelle sue potenzialità di trasformazione; energia intesa come movimento, attraversamento, spostamento, scoperta, mutazione" (A. Renzitti).

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