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BienNoLo 2019

a cura di ArtCityLab, Matteo Bergamini e Carlo Vanoni

postmedia books 2019
160 pp. 242 ill.
formato 170x230mm 
isbn 9788874902835

s 24,00

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Siamo lieti di annunciare l'uscita del catalogo della prima biennale di arte contemporanea BienNoLo. Come la mostra della quale cerca di restituire immagini e impressioni anche il catalogo è studiato seguendo lo stesso percorso dei visitatori all'ex Panettonificio Giovanni Cova. Oltre ai testi dei curatori, a una breve descrizione delle opere in mostra e degli eventi collaterali, nel libro sono presenti anche foto realizzate dagli stessi visitatori (come la stessa copertina di Dario Azzaro) restituendo così in parte quel clima partecipativo che ha fatto di BienNoLo una mostra di successo.

Il 17 maggio alle 12 in punto BienNoLo apre il cancello. A visitarla ci vengono critici affermati e giornalisti, galleristi, addetti ai lavori e gente di passaggio, gente incuriosita dall'evento, bambini e cagnolini, famiglie, un pubblico eterogeneo che si avvicina con rispetto e ringrazia i volontari che li aiutano nella lettura delle opere più complesse, opere perfettamente integrate in questo spazio decadente che mette a proprio agio, che fa sentire a casa anche chi è poco avvezzo ai linguaggi contemporanei, al mondo dell'arte che troppo spesso crea barriere. A BienNoLo di barriere non ce n'erano. A BienNolo si è fatta famiglia.
[Carlo Vanoni]

Rassegna stampa

_ La situazione a Nolo è sfuggita di mano: a maggio ci sarà BienNolo, la prima biennale d'arte di quartiere. Una bella figata 'sta iniziativa, da non perdersi: sia perché sarà un'esperienza interessante in uno spazio rivalorizzato, sia perché probabilmente sarà completata l'anno prossimo la scissione di Nolo da Milano, e la sua conseguente consacrazione come Città Stato; e a quel punto chissà se tutti gli altri comuni milanesi potranno accedervi. (Il Milanese Imbruttito)

_ Dai panettoni alle installazioni: a Nolo la riqualificazione passa attraverso l'arte. Grazie a BienNolo, la prima biennale d'arte contemporanea del distretto in scena dal 17 al 26 maggio negli spazi dell'Ex laboratorio panettoni Giovanni Cova (via Popoli Uniti 11). Spiega l'assessore alla cultura Filippo Del Corno alla conferenza stampa di presentazione al Mercato Comunale di viale Monza: «Questa iniziativa, che già dal nome gioca in maniera ironica con quella che è la più importante manifestazione d'arte contemporanea del nostro paese, la Biennale di Venezia, crea nuove forme di connessione con il tessuto urbano».. (Il Corriere della Sera)

_ BienNoLo, nel 2019 l'arte aperta alla città è una realtà Sarà una biennale da "ultimi romantici" quella del quartiere a nord di Loreto a Milano. (The Way Magazine)

_ BienNoLo è un segno di maturità per Milano. Una mostra d'arte che prova – davvero – a dialogare col territorio, che sperimenta, si fa carico e si misura con la dimensione del quartiere (solitamente rifuggita dall'arte contemporanea di ricerca, lasciata alle mostrine amatoriali). (Artribune)

_ L'intero progetto, incuneato sulla transitorietà, si inserisce come collante culturale in una area urbana in trasformazione delineando un orizzonte creativo differente e possibile, un esperimento da monitorare nel tempo per la prospettiva che potrebbe aprire e diffondere altrove. Forse ciò poteva accadere solo in una città pulsante come Milano, dove l'arte pubblica è fortemente sostenuta. I trentasette artisti invitati, nelle loro differenti modalità, plasmano una idea d'arte pubblica volatile, che si insinua nei ricettacoli degli spazi, diventa quasi impalpabile mentre altre volte si incunea più potentemente ma sempre con intensità. La pioggia, che ha accompagnato BienNolo si è perfino integrata ad alcune opere, molte delle quali all'aperto... (Il Manifesto)

_ BienNoLo ferma il Sole e muove la Terra. Se ci venisse in mente di misurare il rapporto statistico tra le recensioni che BienNoLo ha raccolto in totale e il numero dei giorni dell'evento, ci renderemmo conto che la media delle menzioni è molto alta, anche troppo... (Formeuniche)

_ Si è conclusa la prima edizione della biennale d'arte BienNolo, una libera iniziativa fuori dagli schemi nel vivace quartiere "a nord di Loreto" ....Infatti la BienNolo, in barba al suo titolo "#eptacaidecafobia", si è chiusa con l'annuncio di 8000 visitatori che, concentrati nell'arco di una decina di giorni, sono un numero record. (Domus)

_ Questa Biennolo 2019 infatti, nata come un piccolo pensiero per il quartiere, è diventata un grande regalo, 10 giorni a testimonianza di una pluralità dei linguaggi contemporanei, attraverso l'arte, che compongono un mosaico in un patto di ricchezza culturale, creando nuove modalità di relazione sul tessuto urbano e con la comunità cittadina. Come ha anche ricordato l'assessore alla cultura Filippo Del Corno, la scelta di dare vita a Biennolo è un atto civico di estrema generosità, nel quale il visitatore è chiamato a misurarsi e confrontarsi con opere e linguaggi che lo provocheranno e metteranno in discussione. (Elle Decor)

_ «È un'area metropolitana prototipo di comunità che accoglie, si integra, si inventa modi di stare insieme e si riappropria degli spazi per vivere», dice Vanoni. NoLo piace sempre di più agli artisti, ai designer e anche il mondo della moda lo sta tenendo d'occhio: Moncler e Jil Sander sono appena passati di qui con una maxi installazione e una sfilata. Tuttavia, spenti i riflettori della fashion week e del Fuorisalone, la creatività resta in fermento... (MarieClaire)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

postmedia books

 

L'associazione ArtCityLab nasce il 17 novembre 2015 con l'intenzione di far interagire attori privati e istituzioni pubbliche interessate alla produzione di format culturali in alternativa alle tradizionali politiche culturali. Grazie all'esperienza maturata in alcuni eventi prodotti dai fondatori di ArtCityLab (Rossana Ciocca e Gianni Romano) abbiamo registrato e trovato conferma di quanto il pubblico desideri vivere in prima persona nello spazio pubblico eventi che riflettono dinamiche culturali complesse. ArtCityLab è quindi quell'associazione che si occupa di eventi legati allo spazio cittadino; qui vengono messe in scena pratiche performative, eventi relazionali che è possibile ripetere in altri luoghi e città indipendentemente dalla identità territoriale nel caso in cui l'artista li abbia ideati a prescindere dal territorio e dalla presenza dello stesso artista nell'opera. Lo spazio pubblico diventa in questo modo luogo d'incontro di una progettualità urbana che si sviluppa a partire da un'idea creativa ma che automaticamente perde la centralità del creatore per aiutare lo spettatore ad essere attivo e partecipe del processo di creazione o della visione. ArtCityLab riporta nello spazio pubblico tradizionale molti di quegli stimoli innovativi che ormai siamo abituati a vedere sul Web, restituendo un idea più coinvolgente della cultura e riproponendo nel contesto urbano una fruizione aperta a chiunque di fenomeni culturali: stimoli veri di una produzione culturale che cambia radicalmente rispetto al vecchio panorama mediale e salvaguarda quello che abitualmente definiamo bene comune. Tra i numerosi eventi ricordiamo: l'installazione Riflessioni riflesse di Paolo Masi a Piazza San Fedele (ottobre 2016); il convegno Arte Fuori dall'Arte all'Università Cattolica di Milano (ottobre 2016); l'installazione di Sophie Usunnier, I would so much like that you remembered (novembre 2017- gennaio 2018) nella sede dell'ASP Golgi-Redaelli; la collettiva AndarXporte (ottobre-dicembre 2017), in collaborazione con l'ASP Golgi-Redaelli grazie alla quale viene aperto alla cittadinanza Palazzo Archinto.

Carlo Vanoni si laurea in Sociologia a Urbino e poi in Conservazione dei beni culturali a Ca’ Foscari di Venezia. Da vent’anni si dedica a tempo pieno al mondo dell’arte contemporanea, come consulente di varie gallerie d’arte e curatore di mostre. Con Luca Berta ha pubblicato "A letto con Monna Lisa. Storia dell’arte per pendolari”, da cui è nato lo spettacolo teatrale “L’Arte è una caramella”, presentato in molti teatri italiani. Il suo ultimo libro si intitola "A piedi nudi nell'arte" (Solferino Libri 2019).

Matteo Bergamini è giornalista e critico d'arte, direttore Responsabile del magazine Exibart, e collaboratore per il settimanale D La Repubblica. Dal 2009 è stato Direttore Editoriale della rivista Confine, e ha collaborato con diverse testate. Curatore di mostre e rassegne in spazi pubblici e gallerie private, tiene regolarmente lezioni e conferenze. Con ArtCityLab e Carlo Vanoni ha curato la prima edizione di BienNoLo. Per Postmedia Books ha edito una raccolta degli scritti di Francesca Alinovi (Postmedia Books 2019).

 

 

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