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CINEma oltre
Donne e pratiche audiovisive in Italia
di L. Cardone, E. Marcheschi e G. Simi



postmedia books 2021
230 pp. 39 ill.  
isbn 9788874903160

s

26,00

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Esiste un filo sottile che lega le donne ai territori sperimentali dell'audiovisivo, dove il cinema si interroga, si mette in discussione, supera i suoi stessi confini. È cinema altro o meglio CINEma oltre, fatto di sconfinamenti, di eccessi, di 'smarginature' che aprono a invenzioni e narrazioni impreviste. Sono molte, e ancora poco esplorate, le artiste italiane che dagli anni Settanta a oggi hanno scelto l'immagine in movimento come medium di espressione e talvolta di lotta. Questo volume si occupa di loro e intende aggiungere nuovi tasselli a una cartografia in divenire, non esaustiva ma promettente, che tenta di restituirne la complessità e la ricchezza. All'incrocio tra Film Studies e Women's Studies, è qui radunata una selezione di artiste differenti – note, emergenti o da riscoprire – chiamate a dialogare fra loro in una sorta di immaginario convivio. Dalle esperienze storiche del cinema di ricerca e degli albori della videoarte, nell'ottica di una genealogia da ricucire, gli studi proposti in queste pagine si espandono fino all'attualità degli ultimi anni, tenendo insieme le pioniere delle origini e le audaci sperimentatrici d'oggi. Questa ricerca è frutto di una collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell'Università degli Studi di Sassari.
Con saggi di: Luisa Cutzu, Lucia Di Girolamo, Francesca Gallo, Sandra Lischi, Jennifer Malvezzi e Bianca Trevisan, Raffaella Perna, Simona Pezzano, Farah Polato, Maria Teresa Soldani, Deborah Toschi, Lucia Tralli.

Invece, continuando a camminare e raggiungendo i paesaggi più recenti animati dalle artiste contemporanee, ci si imbatte in un fascinoso prato, percorso dalle luci intermittenti delle lucciole. A evocarlo è Elena Marcheschi nella sua introduzione, innescando una sorta di staffetta botanica che trasforma, con un repentino trucco di montaggio, l'immagine del giardino nello spazio selvaggio e illimitato di una natura tanto resistente quanto residuale. Ciò che a prima vista appare come una massa verdeggiante e uniforme, si rivela subito, nel fare individuale delle protagoniste, come un territorio vivificato da una miriade di specie distinte, ineffabilmente diverse, come gocce d'acqua o fiocchi di neve. Così le sperimentazioni di Giuliana Cunéaz, la poesia visiva dei 'megadati' di Giordana Lupi, i piccoli ritratti di città incastonati nei video di Silvia De Gennaro, e i multiformi lavori di tutte le altre, somigliano ad altrettante piante pioniere che, come insegnano gli studi di ecologia, pur nella loro differenza, danno luogo a una associazione vegetale indispensabile per far esistere e prosperare i boschi. Di rado prestiamo la giusta attenzione ai cespugli e alle infiorescenze del circostante, che pure sono pervasi di una energia sorgiva e inarrendevole, dalla quale dovremmo trarre spunto. Ecco, questa escursione nelle ricerche audiovisive delle donne può forse essere il cominciamento di un mutato rapporto con ciò che ci sta attorno, di uno sguardo più acuto, capace di cogliere il brulichio delle esistenze, il clamore degli spazi sterminati, gli operosi silenzi organici, e i battiti impercettibili delle trasformazioni in divenire.
_ Lucia Cardone

 

 


   
   

 

 

 

 

 

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Lucia Cardone insegna Storia e critica del cinema al Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell'Università degli Studi di Sassari. Si occupa di cinema italiano, delle sue intersezioni con le altre arti e con la cultura e l'immaginario popolare, soprattutto nella prospettiva dei Women's Studies. Ha pubblicato numerosi saggi e volumi fra i quali «Noi donne» e il cinema. Dalle illusioni a Zavattini (2009) e Melodramma (2012). È fondatrice di FAScinA – Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi.
Elena Marcheschi è ricercatrice all'Università di Pisa, dove insegna Storia della Radio, della Televisione e delle Arti Elettroniche. Le sue ricerche, sulle quali ha scritto libri, articoli e saggi in volumi, riguardano la videoarte, il cinema sperimentale e le forme installative del video, con particolare attenzione verso l'analisi del mondo contemporaneo, i linguaggi femminili e l'autorappresentazione. Tra le sue monografie Videoestetiche dell'emergenza. L'immagine della crisi nella sperimentazione audiovisiva (Kaplan, Torino 2015), Sguardi eccentrici. Il fantastico nelle arti elettroniche (ETS, Pisa 2012).
Giulia Simi è ricercatrice di Cinema, Fotografia e Televisione presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell'Università di Sassari, dove insegna History of Film. Si occupa delle relazioni tra cinema e arti visive, con particolare attenzione alle esperienze delle donne e agli anni del secondo dopoguerra. Su questi temi ha curato mostre e rassegne e pubblicato numerosi contributi in volumi e riviste scientifiche. È autrice della monografia Corpi in rivolta: Maria Klonaris e Katerina Thomadaki tra cinema espanso e femminismo (ETS, 2020).

 

 

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