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Il paradosso di Gino De Dominicis
di Paolo Serra



postmedia books 2026
150 pp.
formato 204x127mm 
isbn 9788874904426

s

16,90

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Affrontare uno degli artisti più enigmatici del Novecento significa tentare risposte ad una domanda col rischio irrimediabile di complicarla. Con Gino De Dominicis, infatti, a problematizzare non sono solo le opere – astoriche, autonome, perfette, immortali – ma anche il suo creatore – originario e non originale, sorprendentemente invisibile.

Gino De Dominicis? _ Tentativo di In-visibilità _ Videoarte in-possibile _ Fine dell'alchimia ed Inizio di immobilità _ Il medium non è il messaggio _ Dallo spazio-tempo all'ubiqua-immortalità _ Contro l'immagine consumata _ Ritorno all'ordine: L'implosione differente _ Alterità istituzionale _ Sicinimod Ed Onig? _ In pieno Kalì Yuga _ Che cosa c'entra la morte?

Questa formula protettiva porterà GDD a pensare ad un'arte per sé stessa, non appartenente neanche agli artisti, men che meno ai curatori. Si pensi al caso della Biennale di Venezia del 1993 come esemplare di questa convinzione. Punti cardinali dell'arte fu curata da Achille Bonito Oliva, padre di una Transavanguardia cui De Dominicis aveva sempre professato l'estraneità, specialmente nei confronti di quel criterio interdisciplinare che per lui non aveva a che fare con l'arte ma con le industrie creative. Trombadori sottolinea che le divergenze ideologiche provocarono un litigio nella vita privata411. Più volte De Dominicis ha avuto il merito di denunciare il progressivo incremento di potere di quegli attori del sistema dell'arte come galleristi, mercanti, critici, editori e musei. La situazione paradossale fu che il clima contestatario in cui si erano innescate le neoavanguardie aveva lasciato spazio ad un apparente ritorno all'autentico linguaggio pittorico, sostenuto però da un sistema fondato sul mercato. Da questi nuovi ritorni alla pittura De Dominicis osservava piuttosto una nuova forma di consumo. Come per Debord vi sarebbe in De Dominicis una riflessione sul consumo di massa dell'immagine412 – da cui l'apparente rifiuto della fotografia – come capitale annidatosi al suo massimo grado d'accumulazione; così nelle nuove tendenze pittoriche un'ulteriore declinazione della Società dello Spettacolo.
_ Paolo Serra

 

 


 

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