Make War Not Love
di Jacopo Benassi



postmedia books 2026
64 pp. 64 ill. in bn
formato 230x330mm 
isbn 9788874904433

 

s 19,00

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Make War Not Love è un artist book di Jacopo Benassi che ha fotografato il pubblico in varie tappe (Galleria Civica, Bressanone, agosto 2025; Palazzo Ducale, Genova, settembre 2025; Voce Triennale, Milano, settembre 2025; Ipercorpo, Forlì, settembre 2025; Dragone, Palazzo Marchi, Parma, settembre 2025; Intermissions of Music and Art, Cremona, dicembre 2025) delle sue performance musicali accompagnato dalla chitarra elettrica di Michele Lombardelli.

Non vi è palco né barriera, nessun margine che separi chi agisce da chi osserva. In questa prossimità radicale, l'aria inizialmente neutra muta consistenza. Il silenzio che precede il primo gesto si fa denso, vibra di attese e di curiosità. È in questo tempo sospeso che l'artista è nudo prima ancora di spogliarsi... È il teatro dell'umanità che si manifesta davanti all'arte, ed è qui che la sincerità si mostra nella sua forma più pura: non come verità posseduta, ma come accadimento che si genera nella relazione.
_ Daniele Calzetta

 


 

 

 

 

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Jacopo Benassi (La Spezia, 1970) è un artista e fotografo italiano. La sua ricerca attraversa fotografia, performance, installazione e pratiche sonore, muovendosi in un territorio in cui il gesto documentario si intreccia con un'attitudine fisica e diretta, spesso radicale. La fotografia, intesa non solo come immagine ma come azione e presenza, costituisce il nucleo del suo lavoro: scatti ad alto contrasto, uso del flash e tagli ravvicinati definiscono un linguaggio riconoscibile, capace di trasformare il reale in un campo di tensione, tra cronaca e rituale. Benassi ha sviluppato nel tempo un immaginario anche legato alla scena musicale e underground, portando questi elementi dentro lo spazio espositivo attraverso installazioni e interventi che mettono in discussione il confine tra opera, archivio e ambiente. Il suo lavoro si caratterizza per un'estetica ruvida e anti-spettacolare, dove l'errore, l'urto e la ripetizione diventano strumenti compositivi. Espone in musei, fondazioni e gallerie in Italia e all'estero, e il suo lavoro è stato presentato in numerosi progetti editoriali e mostre personali e collettive.