Sguardi sull'Africa
a cura di Paolo Giglio e Samuele Menin



postmedia books 2026
344 pp. 310 ill.
formato 165x235mm 
isbn 9788874904464

s

30,00

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Sguardi sull'Africa è il catalogo di una grande mostra che tenta di rappresentare la complessità e la varietà della produzione artistica del continente africano nell'ultimo secolo grazie al dialogo tra due importanti collezioni private: Collezione Giglio di Piacenza e Collezione 54 di Milano. Nel Salone Monumentale di Palazzo Gotico (Piacenza, dal 1 marzo al 4 maggio 2026) saranno esposte oltre 200 opere e manufatti suddivisi idealmente in quattro sezioni principali - Oggetti e statue rituali (Collezione Giglio) - Pittura del Marocco (Collezione Giglio) - Arte contemporanea Africana (Collezione 54) - Giovani voci d'Africa. Per tutta la durata della mostra saranno organizzati vari appuntamenti tra cui una serie di incontri e tavole rotonde con autorevoli ospiti, a cura di Mauro Molinaroli, come per esempio il giornalista Domenico Quirico, che ci introdurranno e discuteranno sui temi relativi all'Africa e alla sua contemporaneità. A questi incontri si affiancheranno approfondimenti sulla cultura generale africana con spettacoli di danza, musica e teatro per completare la rappresentazione di un continente in continuo fermento da scoprire e riscoprire.

 

Maschere, statue, strumenti rituali, oggetti di arredo o di uso quotidiano non erano concepiti come elementi decorativi, bensì come mediatori: tra il visibile e l'invisibile, tra il mondo dei vivi e quello degli antenati, tra l'individuo e la collettività. Ogni oggetto aveva una funzione precisa, spesso legata alla protezione, alla guarigione, alla fertilità, alla trasmissione del sapere o al rafforzamento dell'identità del gruppo. Il suo valore non risiedeva tanto nella sua "bellezza" formale, quanto nella sua efficacia simbolica e spirituale. ... Come sottolinea lo scrittore e premio Nobel nigeriano Wole Soyinka, nel suo saggio Al di là dell'estetica – uso, abuso e dissonanze nelle tradizioni africane, l'arte africana non può essere compresa attraverso categorie puramente esteti- che: il suo senso profondo risiede nel- l'uso, nella funzione e nella relazione con il contesto sociale e spirituale. Isolare l'oggetto e valutarlo solo per la sua forma significa, secondo Soyinka, privarlo di una parte essenziale del suo significato.
_ Samuele Menin

 

 

 

 

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