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L'exforma
Arte, ideologia e scarto
Nicolas Bourriaud



postmedia books 2016
108 pp.
isbn 9788874901777


12,60

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Questo è il campo dell'exformale, è il campo a cui questo libro introduce: è il luogo in cui si svolgono le trattative di frontiera fra chi è escluso e chi è accolto, il prodotto e lo scarto. Il termine "exforma" qui indicherà la forma coinvolta in una procedura di esclusione o inclusione, cioè ogni segno in transito tra il centro e la periferia, fluttuante tra la dissidenza e il potere. _ Nicolas Bourriaud

Negli ultimi due decenni, la struttura stessa del discorso artistico è stata focalizzata su temi legati all'esclusione, del tipo "centro contro periferia", relazioni di potere, i confini, le minoranze, le situazioni suburbane... Ciò che mi ha portato a questa ricerca è il fatto che queste dinamiche non hanno trovato alcuna traduzione sul terreno estetico. La mia domanda era: se l'esclusione è il concetto chiave, come fanno gli artisti a tradurlo visivamente? E che tipo di forma vuol produrre? Così ho cercato di individuare questa specifica forma e dargli un nome. Quello che io chiamo "exforma" è una forma confiscata da paletti di esclusione, sia culturali che sociali o politici. Una forma i cui contorni sono delimitati dalle resistenze che deve affrontare, come un territorio in movimento attraversato da forze centrifughe e centripete, da meccanismi di rifiuto e di riabilitazione. _ Nicolas Bourriaud, intervista su Kunstkritikk, settembre 2016

"Exforma" può sembrare un termine un po' stravagante, ma ciò che vuol dire è abbastanza chiaro e Bourriaud lo definisce con precisione nelle prime pagine: la forma intrappolata in un processo di esclusione o di inclusione, con i segni che viaggiano tra il centro e la periferia. Visto in questo modo, l'exforma può essere sia una categoria estetica che politica, o meglio ancora, la cerniera che permette appunto di articolare estetica e politica.
_ Pablo Gianera, La Nación

 






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