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Francis Ford Coppola

di Jeff Menne



postmedia books dicembre 2018
169 pp.
isbn 9788874902095

19,00

   
 

 

 

Acclamato come uno dei registi americani più influenti e innovativi, Francis Ford Coppola è anche stimato quale autore indipendente sempre in guerra con la struttura di potere di Hollywood e la feroce critica all'America corporativa postindustriale che la stessa Hollywood simboleggia. Jeff Menne analizza la carriera di Coppola da una prospettiva postmodernista e Hollywood e la sua casa di produzione American Zoetrope come sistemi di produzione. Di conseguenza Coppola viene considerato come modello di artista creativo abile nel muoversi in un'economia postindustriale, la sua vitalità è la chiave di volta per reinventare il cinema hollywoodiano.

Partendo dalla teoria dell'autore fino alla nuova teoria del business americano, Menne rivela come la visione di Coppola abbia trasformato il lavoratore in artista liberato, anche a costo della propria creatività. Rinegoziando i ruoli contraddittori di astuto uomo d'affari e artista creativo Coppola riconosce che i due ruoli sono fusi in nell'economia postindustriale. Analizzando film come Il Padrino (1972), La conversazione (1974) e il sottovalutato Tucker (1988), Menne illustra come Coppola abbia sviluppato un'estetica musicale determinante realizzando film nei quali si riflette l'idea di una società come famiglia... e come lo studio da lui fondato, American Zoetrope, sia arrivato a rappresentare un nuovo marchio di autorialità, un modello per la Hollywood postfordista.

Ottima ricerca, ben scritta e argomentata in modo convincente. Scrivere in modo intelligente e coerente di un autore così significativo e complesso come Francis Coppola in un libro breve è più difficle che farlo in un formato più ampio. Menne si dimostra all'altezza.
[Jon Lewis]

Ho sempre avuto un buon istinto imprenditoriale, fin dal college, dove coordinavo l'organizzazione teatrale studentesca e i diverbi con la facoltà sarebbero stati poi la base per l'American Zoetrope. Più tardi, la mia avventura nel comprare gli Hollywood General Studios cercando di mettere in piedi un ibrido tra il vecchio studio system e le nuove tecnologie (gli Zoetrope Studios) ha rappresentato contemporaneamente un trauma e un'esperienza formativa. Dopo esservi sopravvissuto per miracolo, e avendo l'opportunità di far parte del consiglio della MGM-UA per molti anni, imparai una specie di educazione da economia gestionale. Riorganizzai i miei interessi economici (che riguardavano l'AZ, il vino e la casa editrice) applicandovi ciò che avevo imparato – soprattutto insistendo su un sistema di contabilità. Questo mi diede modo di migliorare sensibilmente e con una sana paura di debiti e banche. Con Un sogno lungo un giorno ho perso quasi tutto ed'è stato scioccante, così ho imparato a procedere con più cautela nell'ultima parte della mia vita, tenendo d'occhio i debiti e reclutando un manager affidabile che si occupasse dei miei affari. Ma fino ad oggi, la compagnia è di proprietà ed è gestita da un artista, non da un uomo d'affari, cosa insolita in questo paese.
[Francis F. Coppola dall'intervista con Jeff Menne]

 

Jeff Menne è professore associato di cinema alla Oklahoma State University. Collabora alla rivista Cinema Journal e - oltre a Francis Ford Coppola (Univ. of Illinois Press, 2015) ha pubblicato con Christian Long Film and the American Presidency (Routledge, 2015) un libro nel quale sul ruolo che nel corso del XX secolo il cinema ha avuto nel definire i parametri di ciò che potremmo chiamare l'immaginario presidenziale.

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