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Scuola dei Sassi
Il libro esplora come la pratica artistica, la pedagogia e gli studi urbani possano tradursi nei processi di co-progettazione di un laboratorio territoriale permanente, concepito come opera d'arte nella città, programma educativo alternativo e archivio di relazioni umane, al fine di re-immaginare lo spazio sociale, le forme di apprendimento intergenerazionale e il ruolo delle istituzioni culturali. La Scuola dei Sassi è un laboratorio permanente di immaginazione urbana. È uno spazio e un processo. Attraverso una pratica del dialogo, la scuola si sviluppa in itinere insieme con una comunità aperta di giovani persone, che nella forma del laboratorio collettivo sperimentano visioni di città. In questo processo si dischiude la complessità dell'esperienza urbana, la trama dei modi con cui Matera si pensa e si racconta, i suoi ritmi affettivi, la densità emotiva dei suoi spazi. È un attraversamento di ciò che esiste e che manca, ciò che si desidera e delle ragioni del desiderio, da cui si fa strada l'immaginazione del futuro come campo di possibilità. (Alessandra Pioselli) IL PROGETTO-OPERA di Valerio Rocco Orlando si inserisce così nella corrente conosciuta come educational turn dove l'arte non si configura come un linguaggio di mera rappresentazione ma come attivatore di pratiche finalizzate alla costruzione di comunità.
Sperimentare nuovi modelli di aggregazione è il pharmakon che si vorrebbe adoperare come cura ai sintomi sociali conseguenza di logiche estrattive e consumistiche. La Scuola dei Sassi è pensata, infatti, anche in risposta alla schizofrenica sorte di Matera, i cui sassi da abitazioni malfamate e desolate sono diventati, già sul finire del secolo scorso, patrimonio da conservare e valorizzare.
QUANDO NEL 2014 la città viene designata Capitale europea della cultura 2019, le maglie procedurali – in cui il confine tra speculazione e rivalutazione è sottile – si mettono all'opera per fare di Matera quello che ancora oggi è: un luogo unico, attrattore di sguardi, in cui il centro storico si spopola a favore dell'accoglienza turistica. All'estemporaneità degli interventi-evento, Valerio Rocco Orlando risponde progettando qualcosa che avrà durata, dal momento che proprio grazie alla legge 771/86, la sua scuola potrà abitare per trent'anni due immobili nel cuore della città vecchia. E come sottolinea anche la storica dell'arte Alessandra Pioselli, che firma la postfazione del libro, i processi di soggettivazione sono processi lunghi, per tale motivo la continuità sul territorio è il primo e fondamentale fattole di riuscita. Ad oggi la scuola ha una ventina di iscritti, tutti su base volontaria. Docenti e discenti hanno iniziato a mappare i centri culturali (informandoli conseguentemente della propria esistenza), sensibilizzare i residenti e attivare relazioni con le istituzioni e i centri di istruzione formale. Il progetto è, quindi, in itinere e assumerà l'habitus di chi questa scuola la frequenterà.
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| postmedia books | Valerio Rocco Orlando (Milano, 1978) è artista e docente di Scultura all'Accademia di Brera. Assumendo l'arte come processo di analisi e conoscenza reciproca, la sua ricerca produce un discorso aperto, plurale e personale, sia dal punto di vista estetico che concettuale, esplorando l'osmosi tra istituzioni, musei, accademia e sfera sociale. Per Postmedia Books ha già pubblicato nel 2020 Uno alla volta. Comunità e partecipazione e una postfazione al libro di Pablo Helguera Arte socialmente impegnata. |