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Palais de Tokyo
Sito di creazione contemporanea
di Paola Nicolin

postmedia 2006
96 pp.
-- 36 illustrazioni
isbn 9788874900282



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Paola Nicolin racconta la storia di uno dei più riusciti esperimenti museali di arte contemporanea, nel momento in cui i due curatori che hanno lavorato a questo progetto, Nicolas Bourriaud e Jerome Sans, si trovano alla fine del mandato. Che cos'è il Palais de Tokyo? Un museo senza collezione. Uno spazio senza forma. Un tentativo di fare delle pratiche artistiche un'esperienza quotidiana. Si tratta certamente di un contesto sperimentale per l'arte contemporanea, inaugurato a Parigi il 22 gennaio 2002 e da allora alloggiato in un edificio semicircolare, a poca distanza dal Trocadero. L'analisi di questo edificio e la lettura di alcune opere d'arte prodotte ed esposte nel primo triennio di attività del nuovo "sito di creazione contemporanea" sono il soggetto di questo libro, che non è una sistematica storia del Palais de Tokyo, ma uno strumento di lettura di alcuni eventi accaduti all'interno del cantiere parigino.

Il libro ripropone infatti l'interrogativo sul rapporto tra opera d'arte e contesto, tra spazio e produzione-esposizione dell'opera e sottolinea la possibilità di ristabilire una genealogia del museo d‚arte contemporanea come "spazio vivente". All'origine della ricerca vi è una esigenza di legittimazione storica dell'idea o dell'ideologia del museo come luogo di creazione e esposizione. Circoscritto al Palais de Tokyo, il tema si radica nel dibattito culturale della seconda metà degli anni Venti, si avviluppa attorno al messaggio degli scritti di Henri Focillon e viene poi ripreso da André Malraux, fino al progetto di Nicolas Bourriaud (autore di Esthetique Relationelle e di Postproduction), co-curatore insieme a Jerome Sans del Palais de Tokyo dal 2002 al 2005. All'analisi del progetto curatoriale si affianca infine la lettura del lungo cantiere architettonico, che tra il 1999 e il 2001 ha subito l'ennesimo ritocco, firmato da Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal.


Paola Nicolin (1976) vive e lavora a Milano, dove scrive per La Repubblica, Abitare. Dal 2003 collabora con l'Accademia di Architettura di Mendrisio, Università della Svizzera Italiana. A Venezia sta ultimando il Dottorato di ricerca in Storia dell'Architettura e Scienza delle Arti con una tesi sulla Triennale del Grande Numero del 1968 e specializzazione presso MIT e Harvard.






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La ricetta vincente è considerare il museo una piattaforma sperimentale, un "sito di creazione contemporanea", secondo la dicitura dell'esperimento più riuscito dell'ultimo periodo, il parigino Palais de Tokyo...

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