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Gian Maria Tosatti

Simone Leigh

 

 



Aperto | 1980 – 1993
La mostra dei giovani artisti della Biennale di Venezia
di Clarissa Ricci



postmedia books 2022
290 pp. 50 ill. bn e colore
isbn 9788874903375

s

27,00

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Aperto 80 lanciò a livello internazionale gli artisti della transavanguardia italiana e segnò l'inizio del successo commerciale della pittura neoespressionista e dello star system. Eppure non doveva essere una mostra di giovani nè tantomeno doveva essere ripetuta. Nell'arco di un decennio si realizzò la canonizzazione del format espositivo under 40, dimostrando, Aperto dopo Aperto, che 'i giovani' erano la categoria trainante dell'arte contemporanea internazionale. Le ultime edizioni fino al 1993 furono memorabili. Tra scandali e polemiche si affacciarono in laguna i protagonisti della scena artistica dell'ultimo decennio del secolo – da Dan Cameron a Nicolas Bourriaud, da Lorna Simpson a Damien Hirst – confermando la fama di una mostra che sembrava capace di indicare la direzione delle tendenze artistiche a venire. Al suo apice Aperto venne interrotto, anche se la sua influenza arrivò fino alla soglia del nuovo millennio quando Harald Szeemann decise di incorporarne il metodo nella sua Biennale del 1999 che intitolò dAPERTutto.

Aperto fu la sezione di arte emergente della Biennale di Venezia dal 1980 al 1993. Fra le mostre più innovative e discusse in laguna, divenne famosa già a partire dalla sua prima edizione per aver lanciato a livello internazionale gli artisti italiani della transavanguardia. Nel 1984 Aperto consacrò i graffitisti newyorkesi che arrivarono a Venezia con il fracasso delle radio a tutto volume e nel 1988 si aprì ad artisti e curatori da tutto il globo, conquistandosi lo spazio delle Corderie. A ogni edizione non mancavano polemiche per gli scandali sollevati dalle opere presentate. Il caso più eclatante fu la serie Made in Heaven presentata nel 1990 da Jeff Koons ritratto in amplessi espliciti con la pornostar Ilona Staller. Aperto fu il primo banco di prova internazionale per artisti come Anish Kapoor, Alfredo Jaar, Rirkrit Tiravanija, John Currin, Maurizio Cattelan o Lorna Simpson. Ma non solo: anche curatori come Dan Cameron o Francesco Bonami devono l'inizio della loro carriera internazionale al loro coinvolgimento con la mostra dei giovani a Venezia...
_ Clarissa Ricci

Finiamola con i 'giovani italiani', 'giovani americani', 'giovani tedeschi' e con tutte quelle sciocchezze olimpiche degli anni Settanta. Noi vogliamo rimescolare tutto […] Aperto 80 è, speriamo almeno, una Mostra libera da ideologie. L'impegno in questo senso c'è stato anche se resta il rammarico per la avvenuta separazione nello spazio di Giardini e Saloni; poiché in fondo la fusione delle due Mostre intese come un unico slancio di ossessioni di stampo individuale, sarebbe stata più desiderabile30.
_ Harald Szeemann 

 


   
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Clarissa Ricci è docente presso l'Università di Bologna. La sua ricerca si concentra sullo studio delle esposizioni con particolare interesse per i network fra biennali, fiere e mercato. È stata Getty/ACLS Postdoctoral Fellow in the History of Art (2019-2020), assegnista di ricerca presso l'Università Iuav di Venezia (2017-2019). Ha scritto numerosi saggi ed è stata curatrice di diversi volumi tra cui Starting from Venice. Studies on the Biennale (2010) e Double Trouble. Exhibitions facing fairs in Contemporary Art (2020). È co-fondatrice della rivista accademica OBOE Journal. On Biennials and Other Exhibitions.

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