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Dopo l'arte

Il complesso Arte-Architettura

Gordon Matta-Clark

 

 



Spiritualitą e femminismo nero
nell'arte pubblica di Simone Leigh
di Eszter Salgó

postmedia books 2020
144 pp. 27 ill.
isbn 9788874902514

 

s 16,90

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Qual č il compito dell'arte pubblica: offrire un'esperienza estetica, rinunciando all'attivismo politico o contribuire al benessere sociale e alla rinascita urbanistica? Questo saggio racconta la scultura monumentale di Simone Leigh, Brick House, prima opera esposta sull'High Line, l'ultima attrazione di New York. Salgó ne mostra il potenziale sovversivo nella sfida al "modello occidentale" e getta luce sulle problematiche inerenti. Si tratta davvero di arte provocatoria in uno spazio urbano democratico? Il plinto al centro di questa "piazza" riuscirą (meglio del Quarto Plinto di Londra) a diventare un landmark su cui riscrivere la narrazione ufficiale della nazione? Per rispondere ai quesiti l'autrice usa la storia dell'arte, l'urbanistica, l'antropologia, la filosofia, la teoria dell'architettura, gli studi culturali, le scienze sociali e politiche, la letteratura femminista e la psicoanalisi, cimentandosi in un'analisi spregiudicata di un'opera finora solo lodata.
Simone Leigh è l'artista pił importante dell'anno 2020 secondo Cecilia Alemani, curatrice d'arte e direttrice artistica dell'High Line Art di New York, oltre che curatrice della prossima Biennale di Venezia. Si tratta dell'ennesimo incoronamento di un'artista che nel 2018 ha vinto il Premio Hugo Boss (e di conseguenza l'opportunitą di una mostra personale al Solomon R. Guggenheim Museum di New York), che č stata selezionata tra gli artisti della Biennale 2019 del Whitney Museum e la cui opera monumentale "Brick House" (oggetto principale del saggio di Eszter Salgó) č stata inaugurata nel giugno 2019 come prima commissione per il nuovo plinto dell'High Line di New York (fino a settembre 2020). Il suo magnum opus era gią stato celebrato dl The New York Times prima che fosse pronto e visibile al pubblico: tra le immagini degli eventi pił significativi del 2018, il giornale includeva l'immagine dell'artista impegnata nella preparazione della sua scultura.

 

La battaglia di Leigh contro gli oracoli del mondo occidentale č percepibile nell'uso del metodo afrocentrico, nell'imporre una presenza femminile in un contesto maschile, nel riportare la dimensione spirituale. (…) Brick House č un simbolo voluto dall'alto (per creare con il Nuovo Colosso una "comunitą immaginata" diversa da quella incentivata dall'Amministrazione Trump) che perņ non genera effervescenza collettiva; il testo mistico (attentamente costruito e intellettualmente complesso) di Leigh non ha creato un mondo mistico.
[ Eszter Salgó ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Eszter Salgó (laureata in Relazioni Internazionali e Storia dell'Arte, dottorato in Scienze Politiche) insegna alla John Cabot University e al Trinity College Rome Campus. La sua ricerca interdisciplinare si focalizza sul ruolo del visuale nell'ambito politico e sulle diverse manifestazioni di esperienze emotive consce ed inconsce nella vita pubblica. Tra le sue pubblicazioni: "Psychoanalytic Reflections on Politics: Fatherlands in Mothers' Hands" (Routledge 2014) e "Images from Paradise: the Visual Communication of the European Union's Federalist Utopia" (Berghahn Books 2017).

 



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