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Anni Settanta

Contemporanee



 

Francesca Alinovi
a cura di Matteo Bergamini e Veronica Santi


postmedia books 2019
320 pp.
isbn 9788874902255


  settembre 2019
 
 
   

 

A me premeva dimostrare che non c'era nessuna scuola, solo spontanee convergenze su un comune clima di sensibilità. E io mi sono considerata come uno strumento catalizzatore di queste esperienze. Io mi sono comportata come un radar, pronta a captare quanto mi accadeva intorno[…] Ho scelto questo mestiere perché non andava verso il senso comune. Ecco, a me piace non aver buon senso"
[Francesca Alinovi]

Questo libro è una raccolta di articoli, interviste, saggi, e recensioni di Francesca Alinovi, intellettuale militante e figura di riferimento nel panorama artistico italiano e internazionale del post-punk. Apparsi su giornali, riviste e cataloghi dal 1976 al 1983, alcuni testi sono qui ripubblicati per la prima volta, mentre altri sono stati ripresi dal volume L'arte mia, rimasto, fino ad oggi, l'unico omaggio al lavoro critico di Alinovi. A questi si aggiungono scritti inediti (scannerizzati, laddove possibile, da documenti originali), alcune foto dell'epoca e una registrazione durante la quale Alinovi, qualche giorno prima della sua scomparsa, ripercorre le tappe salienti della sua carriera, divisa tra l'Italia e New York. Il volume è suddiviso in due parti, Arte Mia e Arte di Frontiera, due titoli (o meglio, due slogan) coniati dall'Alinovi stessa e che possono riassumere lo stile di scrittura, i temi e gli artisti che la critica e docente amava e recensiva. Nella prima parte, dunque, è stata messa in luce la sua ricerca più ampia, nazionale, rivolta prevalentemente agli autori (performer, musicisti, attori, artisti, fumettisti, illustratori, architetti e designer) italiani. "scritti alla frontiera" (fisica e intellettuale), che comprendono gli affascinanti reportage di Alinovi sull'arte nascente a New York, accompagnati dalle sue interviste ai protagonisti principali. Abbiamo qui incluso gli scritti sull'Enfatismo, movimento del quale Alinovi è autrice e protagonista, e che Ivo Bonacorsi approfondisce in una nota tecnica funzionale alla comprensione storiografica di questo fenomeno, tanto breve quanto intenso.

Oggi, a distanza di quasi quarant'anni, in un tempo che sembra di appannamento generalizzato, è ora di ridare il giusto valore alla volontà di cercare nell'arte "elettroshocks e climax di lavori irritanti e sublimi […] emozioni e stupore". Per tutti questi motivi è nata l'idea di questo volume, un libro "di" Francesca Alinovi e non "su" Francesca Alinovi.
[Matteo Bergamini]

Oscillo tra la tentazione di scrivere di un'esperienza personale, profumata di aneddoti e ricordi, e la comodità di sedermi sulla poltrona in pelle gelida del revisionismo storico, calco di date e di riferimenti bibliografici. Chi è Francesca Alinovi? Qual è il suo ruolo nello scacchiere internazionale della critica? Perché il suo nome è scomparso dai libri di storia dell'arte? E quanto di quello che ho ascoltato, sentito, letto, visto e annusato è rilevante (o vero) a delineare il ritratto di una intellettuale militante, che ha fatto della propria vita un'opera d'arte? Domande che entrano nella mia testa per riflesso del mondo esterno. La verità è che basterebbe leggere i suoi testi.
[Veronica Santi]




 

 



postmedia books

 

 

Veronica Santi è scrittrice, regista e critica d'arte specializzata in arti contemporanee. Il suo film I am not alone anyway (2017, Manufactory Productions / IWonder Pictures) è un documentario sulla figura di Francesca Alinovi. È co-autrice e regista del format Raid e co-fondatrice di Off Site Art (OSA) con la quale ha pubblicato Arte in costruzione (2015, UAO edizioni). Scrive di arte per riviste di settore, tra cui Artforum, Domus, Artribune, Tunica Magazine e sul suo sito LaSantissima.

Matteo Bergamini è giornalista e critico d'arte, direttore Responsabile del magazine Exibart, e collaboratore per il settimanale D La Repubblica. Dal 2009 è stato Direttore Editoriale della rivista Confine, e ha collaborato con diverse testate. Curatore di mostre e rassegne in spazi pubblici e gallerie private, tiene regolarmente lezioni e conferenze. Con ArtCityLab e Carlo Vanoni ha curato la prima edizione di BienNoLo.

Francesca Alinovi (Parma, 28 gennaio 1948 – Bologna, 12 giugno 1983) si laurea in Lettere con Francesco Arcangeli all'Università di Bologna, discutendo una tesi dedicata a Carlo Corsi. Dopo essersi specializzata in Arte Contemporanea con Renato Barilli, diviene ricercatrice presso il DAMS nello stesso ateneo e si dedica a studi riguardanti Lucio Fontana e lo Spazialismo, Piero Manzoni, la fotografia, il Dadaismo. Svolge un'intensa attività di critica d'arte militante, in Italia e a New York, diventando presto una talent scout di giovani artisti e intellettuale stimata. Fra le sue principali pubblicazioni, oltre ai saggi in cataloghi e in riviste specializzate (Bolaffi Arte, Domus, Flash Art), si segnalano: "Le due vie di Piero Manzoni“, in AA.VV., Estetica e società tecnologica, Il Mulino, Bologna 1976; Dada, arte, anti-arte, D'Anna, Firenze 1981; La fotografia. Illusione o rivelazione?, Il Mulino, Bologna 1981; "Natura impossibile del post-moderno", in AA.VV., Paesaggio metropolitano, Feltrinelli, Milano 1982. Una cospicua raccolta di saggi è stata pubblicata da Il Mulino nel 1984, con il titolo L'arte mia, ripreso da un articolo pubblicato su Iterarte (n. 21), nel 1981.

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