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Il complesso Arte-Architettura

Un luogo dopo l'altro

Dopo l'arte

L'antiestetica


Passaggi
Storia della scultura da Rodin alla Land art
Rosalind Krauss



postmedia books giugno 2020
240 pp. 172 ill.
formato 158x220mm
isbn 9788874902705

s 24,00

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Tutto quello che ho capito della scultura aveva a che fare con l'esteriorizzazione di un'armatura interna che viene messa in tensione dal rapporto tra peso e gravità, con l'armatura interna che resiste al peso e alla gravità, ed è quello che ho visto nell'opera di Richard Serra. In effetti, ho visto il suo lavoro agganciarsi alle più importanti tradizioni della scultura rinascimentale. Ho pensato che l'ostilità di Clem nei suoi confronti non fosse appropriata, non per me.
_ Rosalind Krauss

 

L'illustre storica e critica d'arte Rosalind Krauss analizza con eccezionale chiarezza e intuito le principali opere che hanno portato la scultura del XX secolo dalla scultura tradizionale e figurativa alla rivoluzionaria arte concettuale degli anni Settanta, un'arte che ha sviluppato una nuova "sintassi" che scarta la "narrazione" per un impatto istantaneo e apre decisamente nuovi orizzonti verso quella poetica del "campo allargato" che svilupperà due anni più tardi nel famoso saggio del 1979. Per Art in America, infatti, Passaggi è il miglior libro mai scritto sull'argomento, "come libro di testo dovrebbe innalzare il livello del discorso nelle lezioni di storia dell'arte, poiché privilegia il significato della scultura, e non la sua cronologia...". A partire dallo studio della modernità di Auguste Rodin e del suo rifiuto della narrativa, si passa successivamente ad un esame dettagliato del futurismo, del costruttivismo, dei readymade di Duchamp, di Brancusi e Giacometti, di Henry Moore e David Smith, del realismo scultoreo, all'introduzione di luce, movimento ed elementi teatrali nella scultura di Picabia, Calder, Oldenburg e altri, fino a scultori più recenti come Robert Morris, Carl Andre, Barbara Hepworth, Donald Judd, Richard Serra, Sol Le Witt, Robert Smithson e Michael Heizer. ..

 

Che cos'è la scultura moderna? si chiedeva nel titolo stesso una delle più importanti mostre sull'argomento a Parigi ancora nel 1986. La domanda era nell'aria da tempo, non solo e non tanto, ormai non più, come domanda sulla sua specificità – su ciò che fa della scultura l'essere scultura e non altro –, ma anche perché nel dopoguerra della scultura, in senso tradizionale o specifico, si erano ormai perse le tracce ed era ben ora di chiedersi che cosa si potesse oggi chiamare "scultura".
_ dall'introduzione di Elio Grazioli












postmedia books

Rosalind Krauss (nata a Washington D.C. il 30 novembre 1941, vive a New York) è tra le più autorevoli voci della critica statunitense. Dopo la laurea ad Harvard nel 1969, Krauss diventa rapidamente professore di Storia dell'Arte al Massachusetts Institute of Technology e successivamente all'Hunter College (1977) e infine alla Columbia University (1992). Nel 1994 è eletta membro dell'American Academy of Arts and Sciences. Comincia a scrivere per Artforum nel 1966, un anno prima che la rivista trasferisca i suoi uffici a New York, e nel 1971 diventa redattrice. Nello stesso anno Krauss pubblica il suo primo libro (versione ampliata della sua tesi di laurea) sulla scultura di David Smith. Nel 1974 lascia Artforum per fondare la rivista accademica October con Annette Michelson e Jeremy Gilbert-Rolfe (presto sostituito da Douglas Crimp). Che si tratti delle avanguardie del collage cubista, della fotografia surrealista, della scultura o dell'arte dei nostri giorni, Krauss traduce la fugacità dell'esperienza visiva in un linguaggio preciso e vivido che ne ha consolidato il prestigio critico a livello internazionale. October le dà modo di elaborare il suo metodo critico e di utilizzare categorie tradotte dall'opera di pensatori al di fuori dello studio dell'arte (Maurice Merleau-Ponty, Ferdinand de Saussure, Jacques Lacan, Jean-François Lyotard, Jacques Derrida, Georges Bataille o Roland Barthes). In effetti, questo suo lavoro di traduzione ha contribuito alla diffusione dell'opera di questi scrittori nella cultura statunitense e nello studio dell'arte (anche a costo di suscitare ansia per le minacce all'autonomia della disciplina). In molti casi, Krauss è accreditata come leader nel portare questi concetti nello studio dell'arte moderna. Per esempio, proprio in Passages in Modern Sculpture (1977) lei fa un uso importante della fenomenologia di Merleau-Ponty (come aveva già capito occupandosi di arte minimale) per la comprensione della scultura moderna in generale e per arrivare successivamente ad un saggio fondamentale come "La scultura nel campo allargato" (pubblicato da Postmedia Books ne L'antiestetica, raccolta di saggi a cura di Hal Foster). Oltre a Passaggi (tradotto in 6 lingue), tra i titoli tradotti in italiano, ricordiamo: Sotto la tazza blu (Bruno Mondadori, 2012), Teoria e storia della fotografia (Bruno Mondadori, 1996), L'informe. Istruzioni per l'uso (con Yve-Alain Bois, Bruno Mondadori, 2003), Reinventare il medium (Bruno Mondadori, 2005), L'arte nell'era postmediale (Postmedia Books, 2005) e Arte dal 1900 (Zanichelli, 2017) in collaborazione con Benjamin Buchloh, David Joselit, Hal Foster e Yve-Alain-Bois.

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