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L'exforma

Lea Vergine

Sartoria editoriale

 



Radicale e radicante
Sul pensiero di Nicolas Bourriaud
di Stefano Castelli

 



postmedia books 2020
70 pp. 28 ill.
formato 210x140mm 
isbn 9788874902699

sold 12,00
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Diventato celebre a fine anni Novanta per la sua teoria dell'arte relazionale, Nicolas Bourriaud è certamente tra i critici più importanti degli ultimi anni. Curatore di mostre dall'impianto innovativo e sperimentale nonché di diverse biennali e triennali, è considerabile un "attivista" dell'arte anche grazie a iniziative come la creazione del Palais de Tokyo di Parigi. Alla pratica curatoriale associa una fitta attività teorica, sulla quale il presente saggio si concentra. Con un percorso di lettura e di interpretazione allo stesso tempo fedele e personale, caratterizzato da brevi affondi che toccano arti visive, filosofia e letteratura, il volume ripercorre infatti i cinque libri pubblicati finora da Bourriaud. Se Estetica relazionale espone un'idea dell'arte come attivatrice di interazioni sociali, Forme di vita fornisce un'innovativa rilettura della nascita e dello sviluppo dell'arte moderna e contemporanea. Postproduction descrive l'artista come una sorta di dj che remixa e riscatta frammenti di cultura alta e popolare preesistenti, mentre Il radicante prescrive, per l'artista e più in generale per il cittadino, il meticciato e lo sradicamento come forma di rinnovamento e contestazione. L'exforma, infine, suggerisce la necessità di ripartire dalle macerie e da una posizione di decentramento per autodeterminare la propria identità. Rileggendo e reinterpretando i saggi di Bourriaud, evidenziandone la rilevanza ma anche eventuali mancanze, in questo libro viene delineata una teoria dell'arte radicale e feconda, dialettica e capace di adattarsi allo spirito del tempo, nella quale arte e società sono inscindibili. Questo è il settimo titolo della collana Sartoria editoriale.

Il primo aggettivo che viene spontaneo applicare a Nicolas Bourriaud è proprio "radicale". Non perché egli riproponga nostalgicamente concetti fuori dallo spirito del tempo; ma perché con la sua scrittura e la sua pratica rivitalizza e rinnova quel concetto, adattandolo al tempo presente senza rinunciare ad un'analisi critica dell'esistente. Sono molti i tratti dell'opera del critico e curatore francese che denotano radicalità. In primis, per Bourriaud l'arte non è mai separata dal mondo...
[ Stefano Castelli ]

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postmedia books

Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Sua è la traduzione del nuovo saggio di Nicolas Bourriaud, "Inclusions" in uscita per Postmedia Books nel 2020.

Nicolas Bourriaud (nato a Niort il 13 aprile del 1965, vive a Montpellier) è critico e curatore. Attualmente è direttore del MoCo - Montpellier Contemporain (che riunisce il centro d'arte La Panacée, l'École Supérieure des Beaux Arts de Montpellier e l'Hôtel des collections), aperto nel 2019. Con Jérôme Sans ha fondato e diretto (dal 1999 al 2006) il Palais de Tokyo a Parigi, per anni modello della nuova sperimentazione museale. È stato consigliere fondatore della Victor Pinchuk Foundation a Kiev, docente allo IUAV a Venezia (2006-2008), Gulbenkian Curator for Contemporary Art alla Tate Britain di Londra (2007- 2009). Nel 2010 e 2011 ha diretto il Service d'inspection presso il Ministero della Cultura in Francia, diventando in seguito direttore dell'École Nationale des Beaux-arts de Paris (2011-2015). Desta scalpore nel luglio del 2015 la sua destituzione da direttore dell'accademia da parte di Fleur Pellerin  – ministro della cultura del governo Valls – con motivazioni molto vaghe. Come curatore indipendente, Bourriaud ha fatto parte del team curatoriale di Aperto 1993 alla Biennale di Venezia e ha organizzato numerose mostre internazionali come Traffic (1996), Estratos (2008) e Altermodern:Tate Triennial (2009). Ha curato anche diverse biennali, tra cui Lione (2005), Mosca (2005, con Rosa Martinez, Daniel Birnbaum, Joseph Backstein, Hans-Ulrich Obrist e Iara Boubnova, e 2007), Atene (2011), Taipei (2014), Kaunas, Lituania (2015) e Istanbul (2019). Ha pubblicato cinque saggi teorici:  Estetica relazionale (1998), Forme di vita (1999), Postproduction (2002), Il radicante (2009) e L'exforma (2015), alcuni dei quali tradotti in numerose lingue.

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