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Contemporanee

Maria Lai

Mario Diacono

 

 

 




Meri Gorni

a cura di Elisabetta Longari



postmedia books 2021
160 pp. 122 ill.
formato 170x220mm
isbn 9788874903054

 

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21,00

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Questo libro, a cura di Elisabetta Longari, raccoglie alcuni contributi che studiosi specialisti in diversi ambiti dedicano alla lettura della complessa e variegata opera di Meri Gorni, che si muove tra letteratura e arti visive. Il suo luogo prediletto è la carta, dove l'autrice scrive, disegna e applica fotografie, scattate o trovate. Ha frequentato continuativamente nel corso del tempo il video come linguaggio per andare a comporre una sorta di vocabolario, condensando in un flusso di immagini il significato di ogni parola. Sempre più spesso di recente i suoi cicli di lavoro escono dalla forma prediletta del libro per squadernarsi nello spazio tridimensionale dell'ambiente, dando luogo a installazioni di grande impatto ma aliene da ogni inclinazione alla spettacolarità. L'opera di Meri Gorni in tutte le sue forme costruisce nidi per il pensiero, teatri mentali, ambienti intimi e silenziosi adatti alla lettura e alla scrittura, sue grandi passioni che costituiscono una vita parallela, anzi, seguendo l'indicazione di Borges, la vita vera.
Con i contributi di: Manuela Gandini, Elisabetta Longari, Silvana Turzio, Sara Fontana, Cristina Casero, Mariapia Bobbioni, Luca Panaro. Fotografie di Meri Gorni e Sara Rizzo.

Il lavoro di Gorni costituisce una specie d'archivio di immagini, sentimenti, frasi, luoghi, concetti. L'intero suo operato, i meccanismi stessi del suo immaginario derivano soprattutto da quella magica azione che è la lettura, che si compie generalmente assumendo una postura statica del corpo, mentre vengono spalancati a chi legge orizzonti inattesi. «Lo scrittore è prima di tutto un lettore», afferma Meri, che, principalmente, nella sua caccia di senso, ha trovato nella letteratura la propria terra, l'habitat essenziale per sé e per gli altri, una sorta di Autobiografia di tutti. I libri sono mondi in cui il disegno degli eventi sembra più chiaro e trasparente. L'opera di Meri è un caleidoscopio di richiami e rimandi. Quasi in ogni lavoro risuonano gli echi di altri già incontrati prima o che verranno dopo.
_ Elisabetta Longari

L'opera è un soggetto collettivo, una tribù, una voce polifonica, un collage che mischia e ricolloca le discipline. Inanella silenziosamente parole e immagini in mondi di carta e tempi insospettabili.
_ Manuela Gandini

È un archivio nel quale le mani lavorano sull'impasto di materiali diversi per convogliarli in una libera e rimarchevole ibridazione di fonti e di generi. Il tutto prende corpo in opere che palesano un'apparente semplicità di lettura: per essere colte nella loro pienezza chiamano tuttavia al tempo lungo dell'attenzione sottile e meditativa: emerge allora il progetto di un'opera generale nella quale la diacronìa è superata a fronte di un'orizzontalità tematica e nella quale risalta un'autorialità forte e determinata. Il 'disegno' infatti viene man mano chiarendosi in una diramazione di opere diverse e tuttavia figlie della stessa estetica. La presenza di elementi ricorrenti usati volta a volta come immagini di video o copertine di libro sono indizi del persistente reticolo sotterraneo di immagini e parole.
_ Silvana Turzio

Se poesia e fotografia sono elementi fondanti per l'espressività dell'artista - che le mette in rapporto dialettico, portandole a aprirsi a nuovi significati, proprio ciascuna grazie alla presenza dell'altra - è perché le immagini sono assunte in tutto il loro spessore, negando decisamente la piatta dimensione di istantanea superficialità cui nella comunicazione quotidiana esse sono spesso relegate. Nelle mani di Gorni diventano invece mezzi che consentono di dare vita concreta a una sedimentazione, ad una stratificazione continua di senso, la quale affonda le sue radici nel ricordo, nell'assenza, in un "esserci stato" dei soggetti che oggi, ai nostri occhi, appaiono in un limbo sospeso.
_ Cristina Casero


 

 

 

 

 

 

 

 

postmedia books

Meri Gorni (nata a Pegognaga - vive a Paderno Dugnano) ha studiato Filosofia all'Università Statale di Milano. Le sue opere (video, fotografia, libri, disegno, installazione, performance) sono legate al mondo della parola. Ha esposto in gallerie e musei in Italia e all'estero.

Elisabetta Longari vive e lavora a Milano. Tra i suoi interessi figurano le interconnessioni tra le arti visive e altri linguaggi creativi, soprattutto letteratura e cinema. E' stata curatrice di numerose mostre. Collabora a riviste di settore e, dopo aver contribuito con continuità dal 1988 a Terzocchio (Bora, Bologna), è vicedirettore della rivista Academy of Fine Arts dalla sua fondazione (2008).

 

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